martedì 14 giugno 2022

4 Domande


Le domande sono il punto di partenza di molte grandi imprese.
Detto questo, veniamo a noi. 
La domanda che mi fanno più spesso è: “Non so come fare per il mio problema, come posso risolverlo?”

Ti spiego come stanno le cose, perché sono sicuro che qualche parte della tua mente non ti da fornisce giuste indicazioni per questa domanda.

Come posso aiutarti a trovare la soluzione perfetta ai tuoi problemi?

Non posso.
Soluzioni perfette, semplici o miracolose non ci sono.
Mettiamola così: se non lo sai tu non so chi altro dovrebbe mai saperlo.
Ti ho fatto irritare? Non era assolutamente mia intenzione. Il mio unico scopo è aiutarti a risolvere e migliorare.
Per questo motivo ti do alcune indicazioni. 

Ecco alcune semplici domande che puoi farti per uscire dal tormento di questo quesito. 
Te le adatto al tema “strumenti utili”, che non vuol dire niente, ma ci passeremo sopra, perché è più importante, ora, la motivazione all’azione:

  1. C’è qualche aspetto di te che ha particolarmente bisogno di uno specifico intervento?
  2. Hai già avuto modo di lavorarci su? 
  3. Quali sono le difficoltà principali che hai incontrato, che non ti hanno permesso di raggiungere i risultati sperati? 
  4. Con quale metodo puoi trattare questi aspetti e migliorare?
    Come sempre, maggiori informazioni qui:IMISIR@HOTMAIL.IT3478721360

giovedì 9 giugno 2022

Rinfrescarsi la memoria per trovare il meglio




Arrivando l'estate ed il caldo, è bene rinfrescarsi con più frequenza.. anche la memoria.

Il trattamento di questo Studio è questo:

- un percorso completamente personalizzato, molto pratico, che utilizza strumenti e tecniche aggiornate annualmente.

Aspetto altrettanto importante è questo: rivolgendoti a questo studio, non dovrai più preoccuparti di:

1) promesse miracolose e metodi non certificati

2) durata interminabile

3) tariffe poco chiare e troppo variabili:
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Per maggiori informazioni:

---> imisir@hotmail.it

---> 3478721360

martedì 31 maggio 2022

L'effetto Dunning-Kruger



Filosofia, politica, medicina, educazione dei figli, lavoro e salute. 

Questi sono i principali ambiti che ogni giorno vengono trattati dalle persone che pensano di saperne molto più degli altri. 

Credo tu sappia benissimo a cosa mi riferisco, dato che sovente abbiamo a che fare con individui convinti delle loro conoscenze. 

Se mi segui da un po’, sai benissimo a cosa mi riferisco, ossia al fenomeno che  prende il nome di effetto Dunning-Kruger. 

Questo fenomeno è così definito: distorsione cognitiva ipotetica, a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità. 

I soggetti meno competenti si autovalutavano molto al di sopra delle proprie capacità.

Ma il punto è un altro, ed è forse il più importante: i soggetti molto competenti si valutavano leggermente al di sotto.

In poche parole, persone con minima o nulla conoscenza di qualcosa, hanno  un’errata visione delle proprie capacità. 

Se vuoi tirare un sospiro di sollievo fai pure, ma non è questo il motivo per il quale ho deciso di raccontarti questo strano fenomeno.

Ogni volta che sento parlare di questi individui mi vengono in mente tutte quelle persone che seguo piene di dubbi e con poche certezze. 

Persone fantastiche. 

Nei loro percorsi, gli viene insegnato anche ad essere aperti al dubbio, ed evitare di imporre il proprio punto di vista accettando anche quello altrui. 

D’altro canto, se desideriamo andare nella direzione di una vita piena e significativa, quest'ultimo punto è necessario tenerlo bene a mente. 

Dunque, come fare?

Semplicemente prendere in considerazione di avere meno competenze di quelle che pensiamo, accettarlo e scegliere di poter fare un percorso che ci conduca verso la flessibilità psicologica. 

Attraverso il lavoro che farai su te stesso, avrai la possibilità di affrontare meglio alcune difficoltà rispetto a quelle persone che pensano di saperne molto più degli altri. 

Per maggiori informazioni:

3478721360 

imisir@hotmail.it 




martedì 17 maggio 2022

Puoi agire d'istinto?




Il fatto che tu sia bravo ad ascoltare, non può bastare e, con le migliori intenzioni, farai quello che hai sperimentato che funziona per te.

Recentemente, ad esempio, mi è proprio capitato di ascoltare uno stralcio di conversazione in cui una persona cercava di convincerne un'altra della bontà delle sue idee, ovvero che per aiutare un conoscente, affetto da problemi d'ansia, era sufficiente il suo intuito (e intento). 

Per sua stessa ammissione, ha dichiarato di agire d'istinto e di non credere agli strumenti della professione (questo tizio ovviamente non era un collega). 

Pensa un po’, è la stessa affermazione che sento come risposta, ogni volta che una persona che si affida alla mia professionalita, quando gli chiedo se ha tentato delle soluzioni. 

Ciascuna persona (diciamo pure chiunque sulla terra) ha bisogno di un tipo di interazione differente, calibrato sul suo profilo unico e individuale.  Detto questo: possiamo davvero dire di essere tutti “un po’ psicologi”? 

No. 

Vediamo perché.

Quando non sei uno specialista, adeguatamente formato e ti metti a fare il “professionista” (in buonafede per carità) per dare una mano, stai giocando a dadi con la cosa giusta da dire e sostanzialmente vai avanti finché fai qualche tiro fortunato.

Tra l’altro, immagino (per carità non lo so per certo) che questa persona abbia adottato questo atteggiamento saggio e particolare solo recentemente. 

I professionisti psicologi invece non si muovono e non si esprimono senza le loro schiere di pagine studiate e senza avere frequentato una mole sterminata di formazioni

Se non sei formato adeguatamente per un lavoro come questo, con le migliori intenzioni, farai quello che hai sperimentato che funziona per te. 

Se fossi in un film o in una serie tv potresti smettere di preoccuparti delle conseguenze delle tue affet e potresti giocare a fare l’indovino.

Se invece sei ben saldo con i piedi per terra in questa realtà, devi assolutamente prestare molta attenzione nell'aiutare, come accennato sopra, un'amico con un "problema d'ansia". 

Uno psicologo invece sceglie intenzionalmente come relazionarsi alla persona in base all’inquadramento diagnostico di ciò che ascolta. 

Conosce le teorie sul funzionamento della psiche. 

Raccoglie informazioni, affinché possa conoscere il percorso che compie ogni persona che entra in studio. 

Il mestiere di psicologo è piuttosto complesso e fatjcoso, se non stai facendo nulla di quello che hai letto, (mi riferisco alle azioni della persona non identificata) significa che conosci il valore dei percorsi di psicologia.

Molto bene.

Maggiori informazioni: - - - > 3478721360

                                    IMISIR@HOTMAIL.IT 

lunedì 25 aprile 2022

Pretese assolute



Quanti post di Facebook hai passato in rassegna oggi?

È piuttosto frequente in questi anni di crisi e incertezze essere attirati davanti alla tv e a tutti i media, per comprendere meglio che direzione prenderà il mondo.

Ma ci capiamo qualcosa?

Probabilmente no, ma stiamo comunque sereni: nessuno lo ha capito e in realtà nessuno lo sa.

Il problema di fondo è che nulla di quello che sentiamo nei notiziari o che leggiamo  sui quotidiani (idem post sui social) può aiutarci a carpire questa informazione.

Nessuno ci prepara al futuro, e non solo, probabilmente domani i giornali potrebbero tranquillamente dire l’esatto contrario di quello che abbiamo sentito oggi.

D’altra parte il loro mestiere non è fornirci gli strumenti per prevedere l’andamento dei prossimi anni, quindi, se è lì che stiamo cercando le informazioni vitali per il nostro benessere psicofisico. 

Ovviamente non sponsorizzo un manifesto del tipo “viva l’ignoranza”, mi raccomando.

È importante mantenere una finestra sul mondo, per iniziare a notare quelle che sono le più frequenti idee irrazionali riscontrabili all'origine della maggior parte dei problemi emotivi e comportamentali. 

Voglio solo farti capire che ogni giorno verrai a conoscenza di informazioni che potrebbero farti dubitare delle scelte che hai preso ieri, e potresti essere tentato di cambiare tutto il tuo percorso verso ciò che è importante per te.

Pretese assolute, bassa tolleranza alla frustrazione, catastrofizzazione, giudizi globali, hanno l'effetto di confondere le idee e di renderti ancora più incerto su come proseguire il tuo cammino.

Per non essere disorientato hai bisogno di qualcosa che separi il semplice “rumore” dalle voci importanti.

Un percorso di terapia psicologica è in grado di farti vedere con occhi diversi tutto quello che ti circonda e che succede nel mondo, e dà ai tuoi occhi la vista a “raggi X” su pensieri come "io devo" "loro devono" "le cose che mi accadono devono". 

Sto parlando proprio dei percorsi di terapia psicologica. 

Un vero lavoro su di sé è in grado di far emergere cosa si nasconde dietro a quelle interpretazioni distorte della realtà che solitamente vengono identificate come pensieri automatici.

Per capire davvero che direzione sta prendendo la nostra vita e correggere interpretazioni distorte della realtà e facilitare lo sviluppo di pensieri più costruttivi.

Proprio così, se vuoi impegnarti in un serio lavoro si te stesso, è fondamentale focalizzarsi sull'individuazione e la trasformazione delle convinzioni irrazionali (pretese assolute e loro derivati). 

Sono strumenti che mirano, in conclusione, a sostituire tutto quanto detto prima con: convinzioni razionali che assumono la forma di autoaccettazione, tolleranza alla frustrazione, accettazione degli altri e preferenze e desideri al posto delle pretese assolute.

Contattami:

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--> imisir@hotmail.it 


martedì 5 aprile 2022

Script per il rilassamento


Premessa. 

Questa traccia è un modo molto semplice di approcciarsi per la prima volta alle tecniche di rilassamento. Segue uno schema preciso, ed ha come principale finalità, quella di dare una prima infarinatura generale su come auto indurre uno stato di calma in noi stessi. 

Avvertenza. 

Leggere e praticare il contenuto della traccia esclusivamente quando vi è possibilità di farlo, e non impegnato in altre attività, come per esempio, la guida di un veicolo. 
 
Introduzione. 

--> Ora ti mostrerò un metodo semplice per raggiungere uno stato di calma.. per rilassare il corpo e la mente …

--> otrai sentirti benissimo e questa sensazione ti piacerà molto. 

--> Quando inizieremo il processo non ci sarà bisogno che tu faccia nulla di chè. Seguendo le istruzioni che ti darò, in modo molto piacevole andrai incontro ad una sensazione di piacevole calma. 
Inizio. 

--> Iniziamo. 

--> Ora fai un bel respiro profondo e chiudi gli occhi. Lasciati andare. Rilassati portando l’attenzione su tutto il corpo . Immagina di sciogliere tutti i muscoli dalla testa alla punta dei piedi.

--> Riapri gli occhi. 

--> Ora fai un altro bel respiro e mentre respiri senti il desiderio di chiudere di nuovo gli occhi, di rilassarti. E mentre gli occhi si chiudono il tuo corpo si rilassa sempre di più.

--> Alza le spalle, e ora lasciale andare, e mentre le lasci andare anche le braccia e le mani  si rilassano e e si sciolgono. 

--> E mentre ti rilassi puoi provare a portare l’attenzione agli occhi, alle palpebre e a tutti i piccoli muscoli che controllano gli occhi. E puoi renderti conto che sono chiusi, che è piacevole, e li senti così rilassati che non puoi aprirli, e mentre aumenta lo stato di rilassamento anche le palpebre diventano sempre più rilassate, sempre più stanche e pesanti, ed è una condizione gradevole e semplicemente non è possibile aprirli.

--> Ora sai che gli occhi sono in condizione di piacevole rilassamento, e vuoi che restino in questo stato gradevole, puoi provare ad aprirli.. ma semplicemente ti accorgi che non è possibile.

--> Puoi smettere di verificare ora, e nel contempo in te, aumenta lo stato di rilassamento. 

--> Ed ora che abbiamo verificato questo stato di rilassamento, hai la possibilità di rimanere in questo stato tutto il tempo che vuoi, per poi passare a svolgere tutte le attività che avevi previsto. 

mercoledì 23 marzo 2022

Non hai più tempo



Sì è così, ma stai tranquillo, non mi sono trasformato in un filosofo dell’ultima ora stile guru di Instagram. 

Non sto nemmeno per dirti che hai bisogno di una vacanza.

Sono uno psicologo e la sofferenza la conosco molto bene.

So anche che il tempo è determinante per molti aspetti che riguardano la riabilitazione psicologica, per raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato.

Insomma, per fare bene qualcosa, c’è bisogno di tempo.

È proprio così. 

E so che spesso i pensieri che nascono dopo queste riflessioni sono di questo tipo:

“Sono sempre di corsa, ogni giorno ho un sacco di problemi da risolvere, mille impegni quotidiani. Non ho il tempo neanche di guardare un film

Ritengo che, il più delle volte, possono essere definite scuse. Evitamenti. 

Ricordiamoci però di un aspetto importante: tu sei un essere umano e in quanto tale a volte è necessario trovare tempo per la tua persona.

Non importa quando durante la giornata, che tu lo faccia di mattina o che rinunci alla partita a calcetto il sabato mattina.

Senti di avere un problema?

Allora devi impegnarti, se vuoi andare nella direzione di ciò che è importante per te. 

Per questa ragione è indispensabile utilizzare sempre di più comportamenti che ci mandino in quella direzione. 

È importante che tu possa prenderti tutto il tempo necessario per imparare ad avere un comportamento che ti consentirà, con sempre maggiore efficacia, a chi o che è importante per te. 

Non solo, andando nella direzione della flessibilità psicologica, avrai modo di conoscere e integrare nella tua vita, alcune di queste abilita:

  • Abilità di prendere le distanze da alcuni tuoi pensieri e tue emozioni affinché non controllino eccessivamente il tuo comportamento 
  • Abilità di fare spazio fra i tanti pensieri, a ciò che importante per te
  • Abilità nel notare in che modo trattiamo chi e che cosa è importante realmente per te

Lascia un attimo da parte il non avere tempo e investi nel tuo percorso. 

Informati qui - - - - > 3478721360

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Informati qui - - - - > imisir@hotmail.it 

lunedì 7 marzo 2022

L'evitamento è dove meno te lo aspetti


Ci sono concetti, teorie, tecniche e aneddoti che non mi stancherò mai di ripetere, perché per quanto possano sembrare scontati o lapalissiani, in realtà fanno tutta la differenza.

Prendiamo l'evitamento. Si è così, ne ho parlato molte volte, ma è importante ripetersi ogni qual volta un argomento è di grande portata. 

Parliamo ovviamente di evitamento esperienziale, ossia quell’insieme di strategie che mettiamo in atto con lo scopo di controllare e/o alterare le nostre esperienze interne (pensieri, emozioni, sensazioni o ricordi), anche quando ciò causa un danno comportamentale.e

Pensi di avere tutto sotto controllo, di non utilizzare questa modalità quando ti trovi ad affrontare delle situazioni difficili, ma quando si tratta di passare infine alla pratica ti senti, quantomeno, spaesato. 

Succede di conseguenza, che un passo lungo la strada del cambiamento attivo, si perde o viene a mancare, magari proprio quello determinante, che farebbe la differenza fra cambiare e rimanere tali.

E quel passo non è sempre lo stesso, è può assumere forme diverse, come tentativi per controllare l'ansia, pensieri per controllare altri pensieri, come il rimugino, cercare in tutti i modi di non pensare o di non ricordare un dolore tramite comportamenti dannosi e disfunzionali.

Ecco perché hai bisogno di un metodo solido e di comprovata efficacia, che ti aiuti ogni singolo passo che devi fare e, soprattutto, che ti dia dei riscontri in termini di risultati. 

Sì, perché è seguendo passo passo quanto si apprende nei percorsi di cambiamento psicologico e applicando, che si può trovare delle alternative all'evitamento. 

Quell' evitamento esperienziale appunto, che si concretizza anche nei tentativi di fuga o di controllo dell’esperienza esterna, come evitare situazioni ansiogene, evitare i conflitti o l’espressione della rabbia.

Quindi che alternativa abbiamo all’evitamento esperienziale?

Il corrispettivo funzionale dell' evitamento è aprirsi all'esperienza. 

Per fare questo, serve un percorso di psicologia, dove poter acquisire delle abilità, vale a dire un modello che faccia compiere una serie di azioni ben precise.

Azioni finalizzate al lasciare spazio. 

Verso cosa dovremmo, quindi, lasciare spazio? 

Alle emozioni dolorose, ai pensieri dannosi che ogni giorno la nostra mente ci propone, agli impulsi e ai ricordi dolorosi. 

Faccio due esempi per renderti meglio l’idea e farti capire la differenza tra fare un percorso e non darlo nell'affrontare una difficoltà come l'ansia:

  1. Senza percorso: il signor Rossi ha molta ansia ogni volta che deve andare in un luogo affollato. Cosa fa? Fugge, razionalizza, ignora, iperspiega insomma, cercando con tutte le forze di allontanare ciò che per noi è doloroso e che riteniamo insopportabile.
  2. Con il percorso: il signor Bianchi ha un problema simile, ma ha deciso di affrontarlo attraverso un percorso psicologico. In questo modo, potrà imparare a non giudicare le nostre esperienze interne (ed esterne) con uno sguardo malevolo accogliendo  gli stati emotivi e dar loro l’importanza “informativa” che meritano e indebolendo il potere dei pensieri sul nostro comportamento e sulla nostra esperienza quotidiana.

Ed è importante almeno avere una buona informazione, chiara e precisa circa le caratteristiche di questi percorsi, perché succede sempre che anche se ti sembra di sapere tutto, quando poi ti trovi in difficoltà, oppure devi fare una scelta, molte volte, non sai che pesci prendere.

Ancora più informazioni qui:

imisir@hotmail.it 

3478721360 


PENSIERI AUTOMATICI NEGATIVI Il filtro mentale che cambia ciò che senti, pensi e fai.

  Che cosa sono Scatti mentali immediati. Arrivano da soli, senza sforzo. Sembrano realtà, ma sono interpretazioni. Piccole frasi...