sabato 16 maggio 2020

Leggere Kant e soffrire di ansia




Come si può incoraggiare una persona a leggere? E' provato diciamo scientificamente che se questa persona è obbligata a farlo, questo metodo è fallimentare.

Le biblioteche sono luoghi semisconosciuti ai più e forse luoghi esotici per quelli almeno curiosi. Rispetto a coloro che sanno già tutto non perdo tempo.

Se ci addentriamo un attimo in modo un po più approfondito nell'argomento potremo dire che fra tutti i libri è necessario menzionare i classici. Che cosa sono?

Te lo dice Umberto Eco: "i classici sono dei libri che tutti odiano perché sono stati obbligati a studiarli a scuola". Severo ma giusto, o quanto meno condivisibile.

Che cosa, tuttavia, ci possono insegnare questi libri di così tanto importante da scomodare anche gli psicologi?

Il nostro amico Kant ti avrebbe risposto grossomodo così: invece di chiederti come è fatta una cosa, chiediti come deve essere fatta per venire, da te, meglio conosciuta.

Che cosa vuole dirti?

Che non c'è modo migliore di trovare delle risposte del farsi delle domande.

Facciamo un esempio. Se sto vivendo delle situazioni d'ansia e queste complicano tantissimo la mia vita quotidiana, può essere sicuramente utile sapere che l'ansia è legata alla paura che qualcosa può accadere, ciò nonostante, è decisamente meglio porsi altri tipi di domande.

Consapevole di avere un problema, farsi delle domande è già di per se un atto terapeutico perché è l'espressione di un atteggiamento che comprende curiosità, apertura mentale e disponibilità ad accogliere alternative.

Insomma, se hai un problema di ansia (porto sempre questo esempio perché insieme alla depressione, sono i casi che tratto maggiormente) fatti sempre delle domande. Sempre.

Nel caso ti stessi chiedendo quali domande conviene farsi in riferimento ai casi nominati sopra, direi, senza ombra di dubbio, domande genuine, le migliori per trovare nuove prospettive: 

- Che cos'è?

- Come funziona?

- Perché succede?

- Come comincia?

Dopo che ti sei posto queste domande, dimenticati delle risposte che pensi di conoscere già.

Non cercare le risposte su internet.

Non tormentare gli amici.

Allora cosa posso fare?

Rivolgiti ad uno specialista psicologo, anche perché, ne sono certo, se non sei stato tu a perseguitare amici e parenti, sarai stato bersaglio di consigli non richiesti. Quindi non ti resta nient'altro da fare che trovare lo psicologo che fa per te, in questo modo ti affidi ad uno specialista che ha seguito un lungo percorso di formazione acquisendo le competenze necessarie per aiutarti.

Tieni anche presente, e su questo punto sarò molto diretto come sull'importanza di farsi domande che se stai convivendo in una condizione di incertezza sono portato a pensare che avrai già rimandato ad un altro momento una decisione che riguarda la situazione che temi o che ti da fastidio.

Avrai già cercato qualche professionista, ma con il telefono in mano alla fine avrai detto "lo farò più tardi o domani". In un primo momento questo può esserti utile, perché pensi di poter avere il controllo sulla situazione, di poterla gestire.

Ma il rimandare indebolisce inesorabilmente il nostro spirito d'iniziativa rendendoci sempre meno capaci di agire in modo volontario.

Concludo dandoti un consiglio che potrebbe essere già, di per se, terapeutico: prova ad iniziare a sospettare del tuo continuo rimandare il problema d'ansia. Immagina uno scenario dagli effetti indesiderati che il rimandare (di chiamare il professionista) può avere sulla tua vita. Questo può essere il modo migliore per attivare una reazione e fare quella benedetta telefonata.

Contattami (appunto) per saperne di più.

Un caro saluto

MT

martedì 12 maggio 2020

La soluzione dei tuoi problemi la trovi su internet?




In questo blog parlo frequentemente di ipnosi, di tecniche di rilassamento e di strumenti induttivi. Non ho mai parlato però di come questi contenuti nascono e di come si sviluppano in nome di una corretta esposizione divulgativa dei fatti.

La conoscenza viene costruita attraverso la lettura e la formazione, in qualunque ambito.

Internet abbonda di articoli di ogni tipo e genere, possiamo trovare milioni di contenuti con un semplice click. L'area psicologica è ricca di scritti e contributi di ogni tipo, dall'auto-terapia alla diagnosi, come un supermarket dove ti basta allungare una mano per prendere ciò che più ti piace.

Ma quali caratteristiche deve avere un buon articolo?

Se non ti occupi professionalmente di psicologia difficilmente sentirai la necessità di comprendere fino in fondo il processo di costruzione di un contenuto, tuttavia avere una piccolissima infarinatura su come deve essere, può davvero aiutarti a scartare il materiale grossolano, proprio come nel supermercato con i prodotti scaduti.

Un articolo ben fatto e soprattutto utile deve avere tre caratteristiche principali.

La numero 1. E' probabilmente la più ovvia. Deve portare a conoscenza della gente comune che lo legge (ripeto: mi riferisco a materiale divulgativo) un modo o una tecnica che potrà essere sfruttato per applicazioni pratiche.

La numero 2. Deve descrivere in modo dettagliato ma comprensibile l'applicazione della tecnica e le varie spiegazioni del caso. In questo modo il lettore potrà, da solo, riprodurre quanto ha letto.

La numero 3. Deve contenere le informazioni necessarie per poter risalire al suo autore e alla sua formazione come garanzia di genuinità.

Lo so, sembra banale, ma una condizione essenziale affinché un articolo possa essere utile è che possa raggiungere i suoi potenziali lettori e venga letto. Fin qui tutto bene, quindi, qual'è il problema ti chiederai.

Il problema è che ogni giorno, se si mette insieme tutta la mole di materiale che viene prodotta e buttatta in rete, abbiamo un numero a sei zeri di conentuti disponibili. 

Ma il problema quindi quale sarebbe?

Te lo spiego subito con un esempio.
Una persona che vuole provare a capirne di più dell'ansia che l'affligge da tempo è quasi esclusivamente interessato agli articoli che parlano dei disturbi d'ansia e difficilmente leggerà materiale sull'interpretazione dei sogni. Detto questo sarà per lui impossibile leggere tutto quello che viene pubblicato solo nella sua lingua. 

Dovrà necessariamente fare una scelta. Ma come? Te lo dico io.

Scegli sempre contenuti che appartengono a riviste riconosciute e affidabili, la cui credibilità può essere provata. 

Se vengono citati numeri e statistiche è sicuramente un buon punto di forza .

Cerca le informazioni per poter contattare l'autore se dovessero servirti informazioni aggiuntive. La possibilità di poter condividere con la fonte indica probabilmente maggiore autenticità e meno produzione asettica.

Se sono presenti i riferimenti bibliografici decisamente meglio.

Parlerò del titolo in seguito, ora torniamo dalla persona con disturbo d'ansia che ora ha per le mani dei potenziali articoli che possono (secondo lui) chiarirgli le idee. 

Spesso si trova fra le mani un l'equivalente di un romanzo giallo, dove, fin dall'inizio si cerca di creare suspense per poi proseguire fino alla conclusione e pertanto, alla scoperta del colpevole. 

Questo perche?

Perchè, in questo modo, il nostro lettore potrà convincersi che varrà la pena investire il tempo necessario per una lettura approfondita dell'articolo. 

Lettura che si spera possa aiutarlo.

Concludiamo con il titolo: che è l'unica parte dell'articolo che la maggior parte delle persone vedrà. 

Un titolo brillante cerca di attirare l'attenzione, con risultati non sempre all'altezza delle aspettative.

Perchè ho voluto metterti a conoscenza di queste puntualizzazioni?

Perchè da tanti anni leggo, studio, mi formo e, di conseguenza, ho incontrato tante e tante volte materiali dozzinali, magari spavaldi ma mediocri, che volevano esclusivamente trasmettere l'idea che si stava leggendo un prodotto geniale e innovativo a cui nessuno aveva mai pensato prima.

Si ponevano l'obiettivo di aiutare, per quanto possibile, a fare chiarezza su un problema, come per la persona di prima con la sua ansia? Nemmeno per idea.

Se stai leggendo queste righe magari vuoi risolvere un problema. Stai cercando una possibile soluzione.

E se stai cercando una soluzione al tuo problema lascia perdere le "idee innovative", cerca il metodo più adatto a te e più sicuro.

Buona ricerca.

MT







domenica 10 maggio 2020

Vuoi consegnare le chiavi al vicino di casa?





Ormai siamo ad un passo dal "dato di fatto" ossia che le difficoltà e i disturbi, prima minuscoli o latenti in tante persone, ora stiano prendendo il sopravvento, facendo vivere agli interessati uno dei periodi più tristi e difficile della loro storia.

Non è per nulla facile riuscire mantenere un equilibrio emotivo soddisfacente quando da tempo le avvisaglie avvertono che il problema sta avanzando, e spesso cosa accade? Trascuriamo i campanelli di allarme o non gli prestiamo sufficiente attenzione.

Campanelli di allarme? Di che cosa sto parlando? Ti faccio qualche esempio:

1) Ad ogni banale discussione reagisco in modo rabbioso e irragionevole

2) Piango spesso e, particolarmente, in solitudine

3) Mi preoccupo per le cose di tutti i giorni in maniera cosi intensa da rendere difficile lo svolgimento delle normali mansioni ad esempio lavorative

4) Faccio molta fatica ad addormentarmi nonostante la stanchezza fisica

5) Se comincio qualcosa non la porto a termine e provo solo un senso di inutilità

Questi segnali, che se vogliamo chiamare sintomi, è corretto, possono essere sfumati, più o meno intensi e variare da persona a persona, ma possono tutti essere condensati in un'unica riflessione: non è per nulla facile riuscire a stare bene in una situazione del genere.

Sinceramente comprendo la sofferenza e la frustrazione di tante di queste persone che si rivedono in quei cinque punti. Donne, uomini, giovani, anziani, che si ritrovano a fare i conti con la quotidianità, dove l'accadere e il ripetersi giornaliero non permette troppe distrazioni a svantaggio del nostro "caro amico" equilibrio.

Equilibrio equivale a benessere.

Come si può andare avanti in una situazione del genere?

E' una domanda che sicuramente ti sei posto anche tu, se almeno in un punto hai visto scritto il tuo nome.

Leggendo numerosi articoli, ma soprattutto dati, ho appreso che tantissime persone quando si trovano ad affrontare un difficile momento di vita parlano con familiari o amici di cui si fidano, cercando e sperando in un supporto o, per i più ottimisti, una soluzione.

Molti uomini e molte donne, in preda allo smarrimento causato dal malessere, hanno consegnato le chiavi della loro salute emotiva in mano ad altre persone non qualificate per farlo.

Hanno scelto la via (apparentemente) più facile, più rapida, più ingenua.

Condivido naturalmente solo in piccola parte questa loro scelta, perché allo stesso tempo, come noto dalle persone che si rivolgono a me, ci sono molte individui che invece hanno retto il duro colpo delle avversità e ora si stanno impegnando, con un duro lavoro su se stessi, a riprendere in mano la loro vita.

Come ci sono riusciti?

Affidandosi ad un professionista che altro non fa che applicare particolari tecniche e strategie specifiche della professione, apprese dopo un lungo percorso di studio e formazione continua.

La pandemia che ha colpito il nostro paese e il resto del mondo, ha messo a dura prova anche le persone che seguo da tempo, portando loro ansia e preoccupazioni, ma allo stesso tempo, grazie alle abilità e alle strategie apprese nei loro percorsi, non si sono spaventati ne, tanto meno demoralizzati perché consapevoli delle capacità acquisite.

Immagino, come sempre, che se stai leggendo questo articolo, sei una persona determinata, che farebbe di tutto per stare meglio e per risolvere i problemi che ti assillano.

Per questo motivo voglio continuare a parlarti attraverso questi scritti, della metodologia e dell'approccio che da sempre utilizzo per aiutare le persone che entrano nel mio studio.

Questo percorso riabilitativo è finalizzato a curare la sofferenza psichica attraverso l'accompagnamento della persona verso la risoluzione dei propri problemi comportamentali, emotivi, relativi alle proprie credenze o del proprio modo di pensare.

Quindi, se vuoi evitare di consegnare le chiavi del tuo benessere al vicino di casa  e vuoi affrontare una volta per tutte le tue problematiche, contattami attraverso uno dei canali che preferisci.

MT

martedì 5 maggio 2020

Hai studiato?





Immaginiamo per un istante di tornare indietro a quando sedevamo fra i banchi di scuola. Prova ad immaginare di essere uno studente e di non esserti preparato per l'interrogazione del giorno.

Entri in classe. Ti siedi. Quando arriva il professore chiama proprio te, per primo. Al termine della tua performance il professore segnerà sul suo registro il brutto voto che molto probabilmente influenzerà il verdetto finale: bocciatura o promozione.

Sai perchè ti ho fatto questo esempio?

Perchè nella mia professione ho conosciuto tante persone. Tante tipologie di personalità. Tanti caratteri e tra queste se ne distinguevano essenzialmente due:

1) la persona determinata a cambiare, ad affrontare con decisione i suoi problemi

2) la persona poco propensa al cambiamento perchè vissuto come naturale conseguenza della vita 

Ora, non è mia intenzione precisare ulteriormente sulla seconda tipologia di persona, perchè, specialmente in un periodo critico come questo, sarebbe sconveniente.

In questo preciso momento voglio soffermarmi su tutti coloro che, nonostante la quarantena, la perdita o sospensione del lavoro, riescono a continuare a raccogliere i frutti dei loro percorsi terapeutici. 

Ti potrà sembrare strano, forse ti suonerà anche assurdo o estemporaneo, ma in questo periodo di stallo quasi totale della società, alcuni miei pazienti hanno ottenuto risultati significativi, piccoli cambiamenti rappresentativi. 

Tra questi c'è Silvio (il nome per ragioni di riservatezza è di fantasia) che qualche giorno fa mi ha mandato una mail molto dettagliata come testimonianza dei risultati ottenuti con il mio metodo.

"Dopo 30 giorni chiuso in casa per il virus, la mia stabilità era ai limiti. Una stabilità frutto di un lungo percorso, di lacrime e di sorrisi. 

In una situazione del genere, con la cassa integrazione e l'impossibilità di uscire se non per reali necessità, non mi restava che piangere.

Ma di piangere per una situazione al di fuori del mio controllo non ne avevo alcuna voglia, nè tantomeno di arrendermi.

Così mi sono dato da fare ed ho confermato la seduta che avevamo in programma. Ebbene il rapporto professionale e di fiducia che abbiamo costrituito insieme, ancora una volta si è rivelato prezioso e fondamentale per ritrovare quell'equilibrio messo in pericolo da una situazione eccezionale".  

Nonostante il momento difficile Silvio ha deciso di mettere in pratica buona parte di quanto appreso nel suo percorso riabilitativo e di dare uno spintone a quei pensieri che gli suggerivano di stare chiuso in casa a rimuginare sulla situazione avversa della nazione.

"Ho deciso di venire in studio perchè ho sentito come un campanello d'allarme e, come ben sai, adesso sono in grado di coglierli. Come quando tempo fa ho iniziato il percorso e mi hai aiutato a ripercorrere tutto quanto mi dava sofferenza oggi ho trovato quelle sicurezze che non avrei trovato restando a casa."

Come puoi capire dalle sue parole, Silvio è una persona molto determinata che non si è limitato ad aspettare per vedere come sarebbe stato dopo la fine della quarantena, ha continuato ad andare avanti nel suo percorso di cura. 

"Di persona o via Skype non cambia molto sinceramente, grazie al supporto che mi hai fornito sono riuscito a stare proprio meglio, più presente e decisamente molto, ma molto meno preoccupato".

Per concludere, Silvio mi ha precisato che i periodi in cui ci sono delle situazioni difficili per tutti, possono essere utili per trarne degli insegnamenti e rimettersi in gioco.

"Durante i periodi di difficoltà come questo può venire fuori il meglio da ognuno di noi, ma ci vuole una guida fidata e professionale che ti indirizzi. Grazie per l'impostazione che mi hai dato. Grazie"

Sicuramente non è immediato fare quello che ha fatto Silvio e avere la sua consapevolezza.

Ci vogliono determinazione e grande forza di volontà. 

Queste sono le caratteristiche essenziali presenti in tutte quelle persone come Silvio che hanno scelto un percorso riabilitativo altamente terapeutico, all'interno del quale, ritrovare stabilità e benessere mentale. 

Se mi segui da tempo, sai perfettamente che il mio metodo è lo strumento perfetto per trovare ciò che ti serve per  andare nella direzione dello stare meglio risolvendo i problemi che gravano da troppo tempo sulla tua quotidianetà.

Pensaci bene.

MT


sabato 2 maggio 2020

Sedute online. Questo è il dilemma





Come ho già detto molte volte, essendo un punto per me piuttosto determinante, per conoscere la strada giusta da percorrere per risolvere i propri problemi, devi saper analizzare a fondo anche la situazione del momento, per capire cosa funziona bene del passato fino ad oggi e cosa invece deve essere riscritto da zero adattandosi al futuro.

Proprio per aiutarti a consolidare questa concezione, voglio portarti un esempio che arriva dal lato opposto della linea temporale, parlandoti di un modo di operare degli psicologi consolidato nelle ultime settimane, in pieno periodo lockdown.

Mi riferisco al colloquio online, attraverso tutte le sue possibile forme, il cui obiettivo è garantire, tramite la piattaforma tecnologica che si preferisce, la possibilità di entrare nello studio del professionista stando comodamente seduti sulla poltrona di casa.

Questa tipologia di servizio, lanciato pochi anni anni fa, è attivo su tutto il territorio nazionale oggi più che mai, è a pieno regime.

Seguendo una statistica nemmeno troppo aggiornata, esattamente del 2017, in Europa il 30% dei percorsi terapeutici viene fatto a distanza.

Come funziona?

E' molto più semplice di quello che si può pensare:

1) Si prende un appuntamento

2) Ci si vede quel giorno alla tal ora (ad esempio) su Skype

3) Si fa il trattamento

In sostanza è tutto qui. 

Il trend dei beneficiari di questa forma era in fase di crescita già da prima dell'emergenza, per tutta una serie di ragioni che ora non tratterò ma rimanderò ad un prossimo articolo. La situazione in corso ha per forza di cose accelerato lo sviluppo, e le previsioni dicono che la percentuale aumenterà nei prossimi anni. 

Se le varie fasi della nuova quotidianità che ci apprestiamo a vivere impongono dei cambiamenti anche piuttosto ferrei, il mio obiettivo è quello di migliorare ancora di più questa tipologia di terapia, muovendomi in quella direzione in modo organizzato e preciso.

Questo riguarda me.

E tu? 

Come ti dicevo prima, il tuo obiettivo è quello di analizzare con cura e a fondo la tua situazione, la tua quotidianità, le tue difficoltà e le strategie che hai adottato fino a questo preciso momento per contrastarle. 

Se hai fatto come ti dico sai cosa funziona e cosa no.

Individuati i problemi che non riesci (e non puoi) risolvere da solo, li puoi affrontare con uno specialista. Scegliendo tra il recarti nello studio professionale e il restare comodamente a casa.

Non importa se quello che funziona arriva dal passato (studio) o da idee moderne (skype). Quello che a te interessa è che funzioni per te.

Il mio modo di trattare anche le sedute online serve proprio a questo. A far funzionare al meglio il trattamento. 

Alle persone che si rivolgono a me sono riservati interventi altamente specifici per la richiesta portata, trovando la strategia adatta e naturalmente più efficace.

Le strategie e le tecniche che utilizzo sono quelle che applico nel mio modello di trattamento e chiaramente è un modello che non puoi trovare da nessun'altra parte. 

So che il modo online può sembrare strano, ma lo è solo perché non ci siamo abituati.

Le persone con cui faccio le sedute online sono quelle che vorrebbero vedermi, ma che non possono raggiungermi fisicamente.

Come ho già detto la sostanza non cambia, e, sulla base delle tue esigenze se sei più indirizzato verso un consulto online devi sapere che i vantaggi sono i medesimi di una seduta in studio.

In qualità di persona che cerca un aiuto, quindi, il tuo obiettivo è quello di essere in grado di mettere insieme entrambe le cose, guardando i servizi  che ti circondano e  provando a capire cosa funziona e cosa no e cosa funziona meglio.

Sempre sulla base dei come sei tu e degli obiettivi che ti stabilisci.

Riuscire già in questo compito non è semplice , ma è perfettamente fattibile.



A presto

Dott. Massimiliano Trossello


lunedì 27 aprile 2020

Il cambiamento mette in difficoltà






Prima o poi, in un modo o nell'altro, chiunque viene messo di fronte al cambiamento: la salute, il lavoro, le relazioni, solo per dare un nome ai più conosciuti. La predisposizione nel' avere una chiara idea di che cosa bisogna fare in questa situazione, consiste nell'anticipare questi cambiamenti e nel prepararsi al nuovo futuro.

Questa condotta non è la stessa cosa del cambiamento operato per il puro amore del cambiamento.

Tutte le persone che hanno incontrato grandi difficoltà di fronte al cambiamento degli eventi non sono cambiate abbastanza in fretta.

Ma il loro più grande errore non stava nella velocità del cambiamento. Stava nella sua direzione. 

Mi spiego meglio.

Un cambiamento ad esempio lavorativo pone la persona di fronte ad un dilemma: opporsi e magari andare in balia della disperazione o seguire la corrente cercando nuovi stimoli?

I libri di psicologia sono sono pieni di storie di donne e uomini che hanno visto da vicino il buio della vita per essersi opposte in modo maladattivo al cambiamento.

Ovviamente le persone devono adattare le proprie strategie per, invece, avvantaggiarsi del cambiamento quando si verifica. 

Ci sono tre modi fondamentali per farlo. 

Quattro sono in genere efficaci, mentre uno non lo è.

I tre modi di reagire al cambiamento sono: 

1) Non decidersi tra due possibilità, tenendo il piede in due scarpe. Questo è il metodo più popolare e anche il meno efficace. Diciamo che è il modo tradizionale di affrontare l'imprevisto. Sono stato lasciato dalla mia compagna, guardo il telefono nella speranza che mi richiami pentita e, nel frattempo, frequento altre signore. Lascerò decidere alla sorte.
Ebbene questa, nonostante la popolarità raggiunta è anche la meno efficace.

2) Buttarsi a capofitto nella nuova situazione. Adottando questa strategia, la persona focalizzerà tutta la sua attenzione e le sue energie sul proprio potenziale, riscoprendo qualità sopite e risorse utilizzabili.

3) Resistere a tutti i costi. Chi lo dice che ad un cambiamento rapido corrisponda un conseguente veloce cambiamento? Resistere alle avversità, mantenendo ben salde le radici nel terreno, è una maniera collaudata per emergere con una corazza ancora più spessa di esperienze.

Detto questo la persona smarrita, confusa, imbrigliata in questa situazione cosa può fare?

Come ho già detto molte volte, deve farsi aiutare scegliendo lo specialista più adatto.

Gli specialisti in questo settore, della salute e del benessere mentale a cui dedicare le tue ricerche, non possono essere costituiti da chiunque entri nel tuo raggio di attenzione o interagisca con i materiali che tendenzialmente maneggi: quotidiani, post sui social, google.

Questo perché, come ormai avrai capito, non tutti i professionisti sono uguali.

E ci mancherebbe.

Per ogni psicologo che, da potenziale, si trasforma nel professionista che ti segue, già dopo pochi giorni, ne esistono almeno altri tre per cui ci vogliono giorni se non mesi per poter aver idea di chi sono e che cosa fanno. 

Se dedichi tutte le tue energie e soprattutto il tuo tempo a comprendere questi secondi specialisti che ho nominato, sicuramente bravi e qualificati è logico che il tuo malessere andrà avanti, aumenterà ed il tuo equilibrio ne risulterà seriamente compromesso, perché, per quanto impegno tu possa mettere nel decifrare i loro contenuti, innanzitutto non è tuo compito e, in secondo luogo, il tuo tempo resta sempre e comunque limitato.

Hai 24 ore al giorno a disposizione come tutti. 

Se in 24 ore, tenendo conto di tutto quanto ti impegna che esula da quanto stiamo dicendo, riesci districarti con grande difficoltà fra siti, blog e social per cercare la soluzione giusta ai tuoi problemi, senza aver riscontro chiaro e sicuro, è ovvio che non stai facendo un buon lavoro. 

E non lo dico io, lo dicono i numeri. Le statistiche. 

Eppure la maggior parte delle persone che vogliono, non necessitano, che vogliono u risolvere i loro problemi continuano a commettere questo errore, nonostante sia così immediato comprendere che, in questo modo, si sprecano tempo e risorse.

Perché questo? Io mi sono fatto un'idea.

Questo tipo di condotta è figlio di un modo di prendersi cura di se stessi che risale a decenni addietro: "Posso farcela da solo, è solo un momento così, quindi cerco di aiutarmi da solo leggendo tutto quello che scrivono i dottori anche se non è proprio così facile". 

Ahimè questo ragionamento è completamente sbagliato e fuorviante e ti allontana inesorabilmente dai veri risultati che puoi ottenere.

E proprio per questo motivo ho messo a punto e a tua disposizione questo blog. 

In un momento storico in cui il panorama della cura e dell'aiuto si sta evolvendo sempre più velocemente e ogni minuto sprecato sono momenti sottratti al tuo benessere, risulta indispensabile conoscere se il tipo di specialista adatto alle tue problematiche sono io.

Questo specialista deve essenzialmente avere tre importanti caratteristiche:

1) Capacità di ascolto
2) Capacità di analisi
3) Assenza di giudizio

Punto.

Se non sai come arrivare a questo professionista, non puoi sperare di stare meglio perché, e solo questione di tempo prima che le difficoltà diventino troppo opprimenti per una gestione autonoma.

Quello di cui hai bisogno, per evitare questa spiacevole conclusione, è metterti in testa il concetto di base: non puoi fare da solo per alcuni disturbi, devi farti aiutare. 

E devi farti aiutare, sicuramente dal professionista che vuoi tu, dopo aver capito chi sia e dove trovarlo. 

Non è che ti svegli domattina e di punto in bianco decidi a chi rivolgerti, questo è ovvio.

Devi trovare quello che più ti convince, ti piace, etc. secondo tuoi criteri personali in modo da indirizzarti a due specifici obiettivi:

1) Trovare il tuo psicologo
2) Allontanare in maniera definitiva le ore perse nella ricerca

E' fondamentale che tu faccia tesoro di quanto hai letto.

Buona ricerca e se vuoi mi trovi qui:


A presto

Dott. Massimiliano Trossello







martedì 21 aprile 2020

I 6 errori che commetti prima stare meglio





Da sempre sono convinto che la soluzione migliore ai propri problemi esista. La tecnica più adatta alle proprie difficoltà ci sia. Il professionista più indicato per te è proprio la fuori dalla tua abitazione. 

Specialmente nella cura dei disturbi della sfera psichica, soprattutto se soffri di ansia o depressione, non puoi fermarti al primo ostacolo, alla prima difficoltà nel trovare uno specialista, al primo cambio di rotta inaspettato. 

Le difficoltà di tutti i giorni sono sempre la fuori, pronte a farti cadere. 

Ad ogni caduta, ad ogni atterraggio al suo cosa puoi fare?

Devi rialzarti il più velocemente possibile.

Devi rialzarti più velocemente della volta precedente.

Bada bene, ho detto devi non prova. 

Il tuo compito è quello di essere sempre un pò più cosciente di prima.

Questo è il comportamento ricorrente che permette alle persone di cercare e trovare, come dicevo prima, la soluzione, la tecnica ed il professionista migliore per le proprie esigenze. 

E' questo atteggiamento, se vuoi cambiare, deve essere anche il tuo.

E per avvicinarti a questo modo di affrontare (e risolvere) i tuoi problemi, devi eliminare il prima possibile questi sei errori che puntualmente ti presentano un costo piuttosto salato in termini di salute e benessere.

1) Non riempire gli spazi vuoti della tua mente fra i  tuoi pensieri con inefficaci soluzioni improvvisate.

2) Non definire in modo puntuale lo psicologo perfetto a cui rivolgerti.

3) Non definire in maniera dettagliata i benefici che pensi di ottenere da un percorso terapeutico riabilitativo.

4) Non avere un'idea chiara di dove possa trovarsi il tuo psicologo.

5) Non determinare puntigliosamente quando chiamerai il professionista.

6) Non avere in testa la strategia giusta per il tuo problema

Rifletti e se puoi elimina questi errori e il tuo benessere potrà prendere forma.

Come puoi fare per eliminarli?

Puoi farlo nella maniera più facile e veloce.

Telefona al mio contatto 3478721360 e richiedi informazioni specifiche presentando il tuo problema o uno dei sei errori di cui sopra.

Dott. Massimiliano Trossello

sabato 18 aprile 2020

Le tue difese ti frenano


Hai presente quella serie che si chiama "Criminal Minds" La serie statunitense di genere poliziesco?

La serie racconta il lavoro di un gruppo di criminologi dell'FBI incaricati di elaborare profili psicologici e comportamentali di assassini seriali, scervellandosi per risolvere i casi più disparati.

Al di là della finzione narrativa e della libertà fantasiosa nel rendere le trame il più avvincenti possibili, queste squadre esistono davvero.

Un esempio su tutti è l'UACV - l'unità di analisi del crimine violento della direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato. L'unità ha il compito di supportare le strutture investigative e l'autorità giudiziaria nel caso di omicidi particolarmente efferati.

Il team di criminologi che la compongono, infatti, studiano, analizzano e decifrano gli indizi a disposizione per tracciare un quadro psicologico il più preciso possibile del criminale da acciuffare.

Se hai visto la serie a cui o fatto riferimento o serie simili, saprai che, per poter acciuffare un serial killer bisogna capire come ragionano, come si muovono ed infine prevederne le prossime mosse.

E per poterlo fare, bisogna stilare un profilo, individuarne i comportamenti e riconoscere gli schemi ricorrenti.

Ti fa venire in mente qualcosa?

Quando cerchi delle risposte alle tue difficoltà e ai tuoi problemi su Google per poter stare meglio e goderti di nuovo la vita come prima, devi immaginare di essere proprio un membro di queste sezioni speciali della polizia.

Nel tuo caso ovviamente non devi scoprire i meccanismi che spingono una persona a fare ciò che fà, per poterla catturare in tempo.

Al contrario, hai bisogno di comprendere quali sono gli schemi che si attivano nella tua mente e che ti spingono a non agire diversamente.

O meglio.

Che ti portano a non agire, ovvero a non rivolgerti ad uno specialista qualificato, accontentandoti, con scarsi se non nulli risultati, all'autoaiuto dei social network.

Facci caso.

Bella domenda vero?

Devi fare in modo che il tuo dialogo interiore, la voce che ti guida nelle scelte, sia orientata verso la soluzione migliore.

Verso una terra, da te, ancora inesplorata ma proprio perchè vergine, ricca di opportunità.

Devi comprendere quali sono i canali giusti che ti possono avvicinare allo specialista migliore e più adatto alle tue esigenze, ai tuoi disturbi, ai tuoi problemi. Una volta che li hai identificati, devi spingerti sistematicamente e inesorabilmente a contattarlo.

Nient'altro.

Ho ideato questo blog proprio per aiutarti a comprendere che io posso fare al caso tuo. E' uno spazio ricco di contenuti che non hanno ovviamente finalità terapeutiche, ma di aiuto per spronarti a compiere quel passo decisivo fra l'affrontare il problema davvero e guardarlo solo da fuori senza fare nulla di efficace.

Non perdere altro tempo.


domenica 12 aprile 2020

La nostra Pasqua


In questo periodo di quarantena, anche se i giorni sembrano tutti uguali per la maggior parte delle persone, siamo arrivati lo stesso a una delle ricorrenze più comuni del nostro territorio: la Pasqua.

Solitamente questa giornata di festa è caratterizzata da pranzi al ristorante o a casa di amici e parenti, ma ovviamente quest'anno non sarà cosi semplice mantenere la tradizione.

Anzi non si manterrà.

E questa improvvisa mancanza, giunta totalmente inaspettata potrebbe dare il colpo di grazia a molti equilibri psichici, che trovavano in questi giorni fonte di giovamento e sostentamento.

In sintesi, purtroppo, il dato è che per molte situazioni, che fino a ieri funzionavano bene o comunque discretamente, con un buon compenso, si andrà incontro a una disgregazione così rapida che molto probabilmente si concluderà nel rottura e nella fuoriuscita del disturbo. 

Questo preoccupante trend, ovviamente, non vale solo per le persone che hanno ben sopita una difficoltà. 

Ho voluto portartelo come esempio perché probabilmente sarà una realtà più immediatamente colpite e di cui si parlerà maggiormente. 

In questo caos fatto di reclusioni forzate in casa e di fermi imposti alle attività non essenziali, devi essere in grado di gestire in maniera ottimale le tue risorse, così da reggere il colpo ed essere pronto a riprendere in mano la tua vita quando si tornerà ad una (pseudo)normalità. 

E per riuscirci, il segreto è ovviamente muoversi adesso, nel modo giusto.

Stare fermi e aspettare non risolve nulla, anzi.

Per riuscire a tenere sotto controllo tutti questi fattori, lo strumento migliore che ti ho messo a disposizione è la possibilità di affrontare un percorso di sostegno riabilitativo insieme. 


Se stai leggendo questo blog non c’è bisogno che io vada avanti, sei già pratico delle mie sezioni Facebook e Mio Dottore e sai perfettamente dunque che questo è il “posto” perfetto per trovare tutto ciò che ti serve e il primo passo dunque è fatto.

Soprattutto in questo difficile momento storico è assolutamente fondamentale che tu applichi quotidianamente i concetti e quanto vediamo nelle sedute che hai appreso (anche semplici protocolli di rilassamento) se non vuoi che momenti come questi incidano più del dovuto sulla tua vita. 

sabato 4 aprile 2020

La situazione attuale non ci deve fermare

Cosa possiamo fare per tenere a bada i disturbi che avevamo prima, e che in questo periodo di pausa forzata stanno tornando a presentare il "conto"?

Affrontandoli. Parlando. Confrontandosi. Mettendosi al lavoro su noi stessi,

"Come posso lavorare su di me, affrontare i sintomi se non posso uscire, gli studi professionale sono quasi tutti chiusi. Spiegami, come posso fare?"

Te lo spiego subito.
Con "mettersi al lavoro su noi stessi" intendo che devi prendere una decisione netta.

"E cosa dovrei fare esattamente?"

Devi, nel modo più assoluto, iniziare a comprendere se la sintomatologia che lamenti, i disturbi, le difficoltà che ti stanno tormentando possono essere messe da parte ancora per molto tempo, perchè quando questa situazione andrà migliorando dovrai comunque affrontarli, e lì, dovrai essere pronto.

In questo momento, l'unica strada che conosco, che ti permetterà di stare meglio quando potrai tornare ad uscire liberamente di casa, passa per il confronto con uno specialista psicologo attraverso la via telematica che oggi è una realtà ben consolidata. Skype o Whatsapp per capirci.

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di leggere una mail di un mio ex paziente, lo chiamerò Mario.

Riporto un passaggio significativo del messaggio.

"Sono stato in trattamento per quel disturbo d'ansia. Mi ricordo ancora la prima seduta: la tensione, il malessere, l'indecisione. Terminata quell'ora volevo solo piangere e non tornare più. Ma sono ritornato la seconda volta e da li ho fatto il percorso e grazie al tuo metodo ho risolto quel grande problema che tanto mi aveva danneggiato. Si l'ho risolto. E di questo posso solo ringraziare te che mi ha condotto nella direzione di lavorare sempre e sodo su di me, sui miei sintomi, sulle mie convinzioni sbagliate. Mi hai fatto davvero comprendere che parte del lavoro dovevo farlo fuori dallo studio. A casa, in strada, al lavoro."

Mario, attraverso il trattamento, e un grande lavoro impegnativo e faticoso su di sè, ora sta bene.

"Sto bene perchè mi hai aiutato tanto. Mi hai fatto comprendere cosa non andava. Grazie e ancora grazie."

Come vedi i risultati arrivano, con la decisione di iniziare, di mettere in discussione e di seguire il trattamento.
Ora voglio dirti una cosa: questo è il momento migliore che hai per affrontare i tuo problemi e stare meglio nell'immediato futuro. 

Non sto assolutamente prendendo alla leggera il momento in cui ci troviamo, sono solo abbastanza sicuro che accantonare troppo a lungo una difficoltà, la renderà solo più ostica fra qualche tempo.

Per aiutarti, grazie alla tecnologia, ho messo online il mio studio professionale di psicologia, all'interno del quale potrai accedere al trattamento e affrontare i tuoi problemi.

Se stai leggendo non c'è bisogno che io vada avanti, sai, con un certo grado di sicurezza che questo studio è il "posto" giusto per trovare tutto ciò che ti serve e il primo passo dunque è fatto.

Quello che devi fare tu è prendere questa decisione, soprattutto in questo periodo in cui la cosa migliore  è preparare i progetti futuri.

Soprattutto in questo difficile momento storico è assolutamente fondamentale che tu riesca a fare un buon lavoro su di te, se non vuoi che momenti come questi incidano più del dovuto sul tuo benessere psico-fisico.

Quindi "è ora di parlare!"

 

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